Chiara Cazzato: “Per un parkinsoniano anche abbottonarsi il pantalone è difficile”

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Cosa capita nella vita di un essere umano quando una diagnosi è destinata a sconvolgerti la vita, cambiandola inevitabilmente? Di questo parla il romanzo semi biografico “La mia morte”, scritto dall’autore G, pseudonimo utilizzato per mantenere l’anonimato, pubblicato da Tempesta editore.
Intervenuta nella puntata di lunedì scorso di Coverbook, il nostro programma dedicato ai libri, Chiara Cazzato, “editora” della casa editrice, ci ha parlato del romanzo e di come l’autore ha raccontato la sua malattia e le sue conseguenze:

“L’autore, dopo una serie di visite, scopre a quarant’anni di essere affetto dal Morbo di Parkinson. A quel punto è crollato tutto. Ha dovuto fare i conti con tutto ciò che aveva, anche perché questa malattia è arrivata prepotentemente. L’autore descrive le situazioni che vivono i malati di Parkinson così bene, che sembra di viverle. La malattia col tempo dà rigidità alla respirazione e motorie. Per un parkinsoniano anche abbottonarsi anche il pantalone diventa un problema serio.”

Copertina del romanzo di G

Perché scegliere l’eutanasia divide la società e la politica?

Eppure quando si parla di interrompere la propria esistenza, che a causa della malattia non è più dignitosa, le polemiche non mancano. Basti pensare al clamore scaturita dal caso Eluana Englaro o a quello di Dj Fabo, che hanno fatto discutere e continuano a dividere l’opinione pubblica e politica ancora oggi. Perché parlare di eutanasia è così difficile?

Probabilmente perché molte persone hanno paura. Ancora si pensa che l’eutanasia  significa che venga imposta la morte. Poi ci sono anche molti interessi economici dietro e l’ingerenza religiosa che condiziona fortemente le nostre vite. Adesso si può accedere alla sedazione profonda, ma non tutti lo non lo sanno.” – Ha spiegato ancora Chiara Cazzato.

Nel 2019 la Corte Costituzionale dovrà prendere una decisione sull’eutanasia.

La Corte Costituzionale nel 2018 doveva prendere una decisione in merito all’eutanasia, ma ha preferito rimandare al 24 settembre 2019, colmando il vuoto nell’assetto normativo che riguarda proprio il fine vita.

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