Ciao Rita Speranza, “L’Occhio che parla” di Radio Base.

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Rita Speranza, per molti il “Masaniello in gonnella”, per noi di Radio Base “l’occhio che parla” è venuta a mancare qualche giorno fa all’età di 74 anni, a Roma.

Sono Luca Virno, conduco #Cipiaceassai su Radio Base, programma di intrattenimento leggero ed ho avuto il piacere di avere LA PROF come opinionista all’interno del mio spazio radiofonico per due intere stagioni. La sua rubrica si chiama “L’occhio che parla” ed abbiamo parlato per la maggiore di televisione, toccando anche argomenti di cronaca ed attualità. Il tutto sempre attraverso il suo sguardo attento e critico, sguardo da addetto ai lavori. L’Occhio che parla per l’appunto.

Ma andiamo per gradi.

Guardavo la prof durante le sue battaglie ad “Amici di Maria De Filippi”, programma del quale è stata opinionista per 7 anni. Mi appassionai al suo spirito libero ed alla sua capacità oratoria tale da catturare il pubblico ed i concorrenti.
Ci siamo conosciuti personalmente nel 2012 durante alcune manifestazioni che patrocinava. Ho partecipato al suo concorso per talenti emergenti “Italia Music Festival” nel 2013 nella categoria recitazione classificandomi al secondo posto.
Lei tifava per me, ora posso dirlo, ma la sua onestà intellettuale e professionale le avrebbe impedito di sovvertire l’esito della competizione. Ed andò esattamente così.

Siamo sempre rimasti in contatto fin quando nel 2018 le proposi di partecipare come opinionista alla mia trasmissione radiofonica #Cipiaceassai, in onda su Radio Base durante il drive time pomeridiano. Avevo bisogno di una persona vera, che dicesse quel che pensava senza filtri e senza eccessivi giri di parole. Avevo trovato la mia persona.

Nei nostri appuntamenti radiofonici abbiamo parlato di qualsiasi programma, conduttore e/o format televisivo analizzandone più punti. Abbiamo elogiato i punti forti e criticato i punti deboli, per poi cercare un confronto finale con l’auditorium radiofonico, che talvolta era d’accordo con lei, talvolta no. Io stesso non ero sempre in linea con il suo pensiero, ma il rispetto reciproco ci ha sempre permesso di trovare un punto d’incontro.

I nostri appuntamenti radiofonici, a sua detta, la divertivano molto, soprattutto perché nessuno le avrebbe mai impedito di esprimere il suo libero pensiero.
Questa libertà ci è quasi costata qualche querela. Ma infondo anche questo fa parte del gioco. In quelle circostanze abbiamo affrontato insieme il problema, uniti da un interesse comune: la comunicazione libera e senza censure.

Nel mio ultimo messaggio su Whastapp le scrissi: “Volevo ringraziarla di tutto, come sempre. Un abbraccio virtuale e sincero.”
Nonostante la nostra confidenza, ho sempre preferito darle del voi, non per evidenziare un distacco ma per sottolineare il profondo rispetto che nutrivo e nutro tutt’ora per una grande donna alla quale devo tanto. Sinceramente.

Grazie Prof.

A noi, a me mancherà tanto la sua presenza, la sua voce, il suo Occhio che parla.