“Coltivare la bellezza: è questa la mia missione nel mondo”. L’intervista a Giovanni Caccamo e lo speciale di Radio Base

Sanremo 2020? Sarà sul palco del festival della canzone italiana griffato Amadeus? Abbiamo provato a chiederlo a Giovanni Caccamo, che però non si sbilancia. Unica certezza è che sta scrivendo un nuovo album, dopo il successo di Eterno Tour. “Come sarà? Di sicuro diverso. Si cresce. Cambio io e cambia la mia musica”, racconta il cantautore.

Di seguito l’intervista e lo speciale radiofonico di Radio Base, realizzato in occasione del suo concerto a Baronissi, in Campania. Ascolta il podcast.

“Coltivare la bellezza: è questa la mia missione nel mondo”. Creazione di bellezza che è diventata il leitmotiv dello speciale di Radio Base dedicato al cantautore Giovanni Caccamo, protagonista di un concerto esclusivo, tutto unplugged. Il suggestivo pianoforte a coda domina l’orizzonte. Piano e voce: un live intenso, intimista, alla ricerca dell’essenza. Conquista il pubblico di Baronissi Caccamo, che con la sua affascinante performance dal vivo del suo “Eterno Tour” inaugura gli eventi promossi dalla nuova associazione Athena, organizzazione no-profit costituita da giovani del territorio con la finalità di incidere sul tessuto sociale attraverso formazione e cultura.

Etica, coscienza ambientale, natura, ispirazione, libertà: Caccamo si racconta con generosità durante l’intervista concessa a Radio Base. Parla al pubblico, quasi raccontandosi, senza filtri.  Un racconto autobiografico di emozioni che passa attraverso la musica. Un artista sincero, che tra brani riarrangiati e nuove canzoni, mescola tracce di sé, del proprio vissuto, della propria infanzia, in un profilo inedito lontano dalle logiche mainstream.

“Amiamo di più la nostra terra. Valorizziamola, perchè nasconde tante ricchezze. L’occasione più grande della mia vita l’ho avuto a pochi passi dalla mia casa”, racconta il cantautore, scoperto nella sua Sicilia da Franco Battiato, a cui rende omaggio con una meravigliosa versione de “La Cura”.

“I primi politici di questo nostro pianeta siamo noi. La responsabilità più grande quotidiana è nostra, dovremmo trattarlo come la casa di tutti”, sottolinea parlando del suo rapporto con la natura vicino alla filosofia francescana e il “tempo” e il “silenzio” che cerca di ritagliarsi come fonte di ispirazione.

Interprete, ma anche autore per altri cantanti, delinea il processo creativo, quasi come “un sarto” che cerca di cucire addosso una canzone. “Ogni canzone per un amico, per un artista, nasce dal dialogo per capire quale messaggio desideri comunicare. Cerco un compromesso tra la firma dell’autore che scrive il brano e la voce dell’artista che dovrà cantarla”.

E sul valore della libertà aggiunge: “Sentirmi libero significa onorare ogni giorno i miei desideri, i miei istinti, la mia vocazione e le mie relazioni. Cercare di non perdere di vista mai la mia serenità.

Non si sbilancia, però, sulla possibilità di essere sul palco del prossimo Sanremo con la direzione artistica di Amadeus: “Ma, chi può dirlo. Non so. Al momento sto scrivendo un nuovo album. È in cantiere. Come sarà? Di sicuro diverso. Si cresce. Cambio io e cambia la mia musica”.

di Barbara Landi

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