“Dal cancro si può guarire”. A Salerno la Giornata Mondiale Contro il Cancro Infantile. In Campania investiti 160milioni di euro per la ricerca

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di Barbara Landi

Ricerca e speranza: il gotha dell’oncologia pediatrica italiana si è riunito a Salerno per la Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile, promossa insieme all’Organizzazione Mondiale della Salute da Childhood Cancer International, la rete globale di 188 associazioni locali e nazionali guidate da genitori, con sede in 90 paesi e 5 continenti.

“Dal cancro si può guarire”: è il messaggio più forte che viene fuori dalla giornata di studi in aula Scozia, presso l’azienda ospedaliera universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona”, con il contributo di FIAGOP (Federazione Italiana Associazioni Genitori Oncologia Pediatrica) AIEOP (Associazione Italiana Ematologia Oncologia Pediatrica) e la Onlus salernitana OPEN (Associazione Oncologia Pediatrica e Neuroblastoma).

IL GOVERNATORE VINCENZO DE LUCA

Ben 160 milioni di euro sono stati investiti nella ricerca sul cancro dalla Regione Campania. Ad ufficializzare i dati è intervenuto il governatore Vincenzo De Luca, che ha sottolineato l’obiettivo di arrivare a produrre insieme ricercatori un vaccino contro le diverse tipologie di tumori nell’arco di 3 – 5 anni. “Una finalità ambiziosa – sottolinea De Luca – una scelta coraggiosa. Una commissione internazionale ha selezionato le tre linee di ricerca da finanziare e credo che da qui a qualche mese avremo già un primo risultato. Abbiamo lavorato in questi anni per ricostituire il registro tumori in Campania e oggi siamo una Regione che ha la copertura del 100% della popolazione con problemi oncologici: Campania e Piemonte sono le uniche due regione ad avere il registro del tumore pediatrico”. Per approfondire leggi anche qui

COMMISSARIO AOU VINCENZO D’AMATO

A portare i suoi saluti è intervenuto anche il neo commissario dell’azienda ospedaliera Vincenzo D’Amato: “Questa giornata è un grande riconoscimento per l’attività che il Ruggi da anni svolge nella lotta ai tumori e al cancro pediatrico. Siamo il centro di riferimento per i piccoli degenti di tutta la Campania, vogliamo contrastare la migrazione sanitaria”.

 

ANNA MARIA ALFANI

Attività di prevenzione e di ricerca che negli ultimi 50 anni ha portato ad un aumento delle possibilità di vita dei piccoli pazienti, con percentuali di guarigioni dal 30 al 50per cento.

«L’OPEN – spiega il presidente della onlus salernitana Anna Maria Alfani – è stata scelta per rappresentare in Italia questa problematica relativa a tutti i minori malati di cancro. Ce la mettiamo tutta nel divulgare e far conoscere a tutti questi problemi che per fortuna via via vanno risolvendosi».

RICERCA & SPERANZAIl gotha dell'oncologia pediatrica italiana si incontra a Salerno per la "Giornale Mondiale contro il Cancro Infantile". Negli ultimi 50 anni la percentuale di bimbi guariti è passata dal 30% al 50%, grazie alla ricerca scientifica, la prevenzione e le nuove forme di assistenza.Ce ne parla la presidente dell'associane Onlus OPEN, Anna Maria Alfani, intervistata da Barbara Landi

Posted by Base News24 on Monday, 17 February 2020

SINDACO VINCENZO NAPOLI

«Il nostro ospedale ha delle eccellenze, tra queste l’oncologia pediatrica e i suoi medici altamente professionali – evidenzia il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli – con OPEN e la lungimiranza di un Assessore come Nino Savastano abbiamo fatto delle cose importanti, tra cui aule, stanze ed ambienti colorati, perché la malattia possa essere addolcita da immagini gioiose. Un tentativo per alleviare le sofferenze di tutti perché quando si ammala un bambino si ammala tutta la famiglia. Questa struttura è “solo” fisicamente complicata ma abbiamo investito cifre cospicue del nostro bilancio per una nuova e più congrua sede, che non arriverà nell’immediato ma arriverà».

IL CONVEGNO

“Tumori solidi nel bambino: stato attuale e prospettive” è il tema del convegno promosso da FIAGOP, AIEOP e OPEN. Si è partiti da un dato: quasi 1000 nuovi casi diagnosticati ogni anno. I tumori solidi dell’età pediatrica rappresentano una percentuale importante dei circa 1500 tumori rilevati in Italia ogni anno, in bambini di età compresa tra 0 e 14 anni.

Oggi in Italia le persone guarite da tumore pediatrico sono circa 50.000, con un’età media di 29 anni, ma al di là del dato positivo, occorre tenere in conto il fatto che, in conseguenza dei trattamenti subiti potrebbero sviluppare effetti collaterali tardivi, anche gravi, che variano in base al tipo di trattamento ricevuto. Le necessarie attività di follow-up alle quali devono sottoporsi sono contenute in uno speciale documento, il Passaporto del guarito, sviluppato grazie ad un progetto europeo coordinato da Riccardo Haupt, Responsabile del Servizio di Epidemiologia e Biostatistica e dell’ambulatorio “DOPO” acronimo di Diagnosi Osservazione e Prevenzione dopo terapia Oncologica, Direzione Scientifica dell’IRCSS Istituto Gaslini, Genova.

«Molti dei guariti sono già entrati o stanno per entrare nell’età adulta.  Questo momento di transizione dal mondo pediatrico è particolarmente critico e delicato – dichiara Haupt –  a volte succede che i lungo-sopravviventi fanno fatica a trovare un referente che li possa seguire più avanti negli anni.  Si stima che in Italia un cittadino su 1300 sia un guarito da tumore pediatrico e che quindi, vista la relativa rarità di questa condizione, non tutti i medici siano informati sulle possibili complicazioni a distanza delle terapie antitumorali ricevute in età pediatrica.  Il Passaporto, adottato già in molti centri AIEOP e presto disponibile per tutti, oltre ai dati sulla storia di malattia di ogni persona, contiene una serie di raccomandazioni per il monitoraggio a lungo termine degli organi o appartai potenzialmente a rischio. Le raccomandazioni sono specifiche per ogni soggetto e sono basate su linee guida internazionali approvate».

A fare il punto su Salerno e la Campania è stato il dottor Giuseppe Scimone, responsabile del reparto di Radioterapia Pediatrica del Ruggi. Settantanove le neoplasie ematologiche curate nel decennio 2009 – 2019 (61 linfoma di Hodgkin e 12 leucemie) per lo stesso periodo la casistica della radioterapia ha registrato 71 tumori cerebrali, 151 le neoplasie solide, che hanno colpiti bambini provenienti principalmente da Napoli e poi da Caserta, Salerno, Avellino e Benevento. Sette i casi di piccoli pazienti extraregione, 3 quelli di origine ucraina. «Il presente è la collaborazione con il Pausilipon di Napoli – sottolinea Scimone – in dieci anni abbiamo fatto tanti passi in avanti. L’unica criticità è nelle risorse umane: spero negli specializzanti».

Grande, grandissimo il contributo in tutti questi anni della ricerca scientifica. «La ricerca è importante – ha specificato Mario Capasso ricercatore UniNa Federico II – grazie ai suoi risultati oggi 3 bambini su 4 guariscono, ma ci sono anche alcuni tipi di tumore dove 3 bambini su 4 non superano la malattia. Noi vogliamo arrivare a guarire il 100% dei bambini e per fare questo, attraverso la ricerca abbiamo nuove armi a disposizione: lo studio delle mutazioni nel DNA».

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