“Lo chiamavano Vient’ ‘e terra” – il nuovo album di Enzo Gragnaniello

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A distanza di quattro anni dal suo ultimo lavoro, Enzo Gragnaniello torna nei negozi musicali con il nuovo album Lo chiamavano Vient’ ‘e terra, distribuito da Warner Music Italiy.

Uscito lo scorso 26 aprile, l’album, anticipato dal omonimo singolo, contiene dodici brani firmati, prodotti e arrangiati dallo stesso Gragnaniello. Il cantautore miscela musica classica napoletana e sonorità mediterranee, con lo scopo di emozionare e di alimentare lo spirito dell’ascoltatore.

“Questo album è il mio autoritratto”

Intervenuto ai microfoni di Radio Base, Gragnaniello ha raccontato a Francesco Sansone il lavoro che ci cela dietro questo album intimista e autobiografico:

“Ci sono delle ballate con una simbologia e una certa interiorità, che permettono di scoprire la passione e la bellezza del romanticismo. Quando scrivo i brani sono come un pittore che si fa un autoritratto.  Questo album è un autoritratto della mia vita, ma, penso, anche di molti ragazzi del sud.”

“Mimì era nata per parlare alla parte interiore delle persone”

Il cantautore ha anche dedicato un pensiero a Mia Martini, con cui nel 1992 ha inciso, assieme a Roberto Murolo, il brano “Cu’mme”.

“Di Mimì ho i ricordi più belli. Le nostre turnée, tutti i dischi fatti assieme, le canzone che le ho scritto. Abbiamo passato un po’ di vita artistica assieme. Il ricordo che mi ha lasciato è l’emozione che mi suscitava non appena iniziava a cantare. Mimì era nata per parlare alla parte interiore delle persone.”

La presentazione dell’album a Napoli

Domani pomeriggio, 10 maggio,  “Lo chiamavano Vient’ ‘e terra” sarà presentato presso la Feltrinelli  di Piazza dei Martiri a Napoli, un incontro che arriva dopo le diverse recensioni positive sia da parte del pubblico sia della critica.

Ascolta il podcast dell’intervista a Enzo Gragnaniello.