Federico Pieri e Daniele Sgherri: “Molti artisti devono la loro carriera a Sanremo”

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Ci siamo! Mancano poco più di sette ore all’inizio della nuova edizione di Sanremo, il Festival della canzone italiana, arrivato alla sua sessanta novesi edizione. Alla direzione artistica, per il secondo anno consecutivo, è stato confermato il cantante romano Claudio Baglioni, che si occuperà anche della conduzione, spalleggiato da Virginia Raffaele e Claudio Bisio.

Sessantanove edizioni che nel corso dei decenni hanno segnato il panorama musicale e sociale del nostro paese. Nella puntata di ieri, lunedì 4 febbraio, con Federico Pieri e Daniele Sgherri, autori del libro “Sanremo a 45 giri”, pubblicato da Ergo Sum Edizioni con la prefazione di Franco Fasano, che sarà in commercio dal prossimo 15 febbraio, abbiamo ripercorso la lunga storia di Sanremo, analizzando le luci e le ombre che lo hanno contraddistinto.

Copertin di “Sanremo a 45 giri”

I decennio buio e quello della rinascita.

Un febbraio senza Sanremo ormai è impensabile da immaginare. Tutti lo aspettiamo commentarlo con gli amici o su Twitter, eppure c’è stato un decennio in cui il Festival ha rischiato di essere chiuso, come ci racconta Federico Pieri:

“Il decennio complicatissimo che ha visto Sanremo quasi morire è stato il ’70. In più momenti si è detto di sospenderlo. Addiruttra nel 1974 un giornalista propose l’abrogazione del festival. In realtà ha resistito, sebbene con grande fatica, con bassi ascolti e abbandonato dalla tv, però ce l’ha fatta.”

Non solo è riuscito a salvarsi, ma negli anni Ottanta risorge dalla sue ceneri, rinascendo a nuova vita:

“Dal ’80 al ’90 è il decennio del grande splendore. Aumentano le serate, da 3 si arriva a 5, ospiti stranieri più illustri, grandi personaggi della musica e polemiche che non guastano mai. Questo è stato il decennio più spettacolare, quello in cui il Festival perde un po’ il senso di essere festival della canzone e diventa un grande spettacolo.”

Il segreto del successo di Sanremo

Il nostro stivale ha sempre avuto diversi concorsi musicali, ma nessuno è entrato nei cuori degli italiani. Qual è, dunque, il segreto del suo successo?

“Innanzitutto è stato il primo festival e poi hanno infulito le polemiche e lil sapers appropriarsi dei personaggi. Dopo la seconda edizione Nilla Pizzi era già la più odiata e la più amata nella musica. Ha saputo creare tanti re e regine, ma purtroppo anche tanti fatti di cronaca gravi come quello di Luigi Tengo nel 1967”, riuscendo a creare l’interesse intorno a sé.

La musica di Sanremo e gli artisti che devono tutto al Festival.

Al di là delle polemiche, dei costumi e dello spettacolo, Sanremo è sempre stato una fucina di canzoni di successo, che sono rimaste nella nostra memoria a differenza dei volti o i nomi di chi le eseguiva.

“L’annata più importante [discrograficamente parlando, ndr.] – spiega Daniele Sgherrila vedrei negli anni ’60. Anni in cui, se uno guarda le canzoni che hanno partecipato, sfido chiunque a  non ricordarne almeno il 75%. Erano gli anni in cui la gente comprava il disco perché aveva la necessità della canzone, non tanto del cantante come adesso.”

Tuttavia molti cantanti devono al palco dell’Ariston il loro successo e soprattutto negli anni ottanta sono emersi nomi che ancora adesso continuano a girare il mondo.

“Gli anni ’80 per tanti cantanti e gruppi italiani sono stati il punto di svolta e non solo il trampolino per farsi conoscere dal grande pubblico. Ricchi e Poveri, Toto Cutugno e Pupo devono molto al festival perché grazie a Sanremo hanno conquistato l’Europa se non tutto il mondo.”

#Sanremo69: la polemica sul conflitto d’interesse e il cast multi genarazionale.

Il secondo festival targato Claudio Baglioni non è ancora iniziato, ma le polemiche lo sanno già assalendo. In particolare in questi giorni a tenere banco è quella portata avanti da Striscia la notizia sul possibile conflitto d’interesse che avrebbe influito sulla scelta degli artisti e degli ospiti che calcheranno il palco dell’Ariston. Questa edizione riuscirà a non farsi spezzare da ciò o gli ascolti ne risentiranno?

“Credo che sia difficile che si possa raggiungere il record della scorsa edizione – spiega Federico Pieri -. Quando metti un cantante a fare il direttore artistico il conflitto d’interesse è naturale. Quest’anno, da quello che Striscia sta tirando fuori, ce ne sono tanti di conflitti, forse un po’ troppi. Bisogna però dare adito a Baglioni di aver fatto lo scorso anno una grande manifestazione e credo che quest’anno possa ripetersi.”

Non resta che aspettare le 20:35 per vedere come sarà questa prima serata dell’edizione ’69 e dare ufficialmente inizio al festival di Sanremo.

I cantanti in gara

Ascolta il podcast di Coverbook con Federico Pieri e Daniele Sgherri