Francesco Tricarico: dagli esordi al nuovo singolo “Generazione”

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Abbiamo ripercorso insieme a Francesco Tricarico, ospite di “A Tutto Weekend”, le fasi più belle della sua carriera partendo dagli esordi, il lontano 2000, fino ad oggi.

Francesco Tricarico si racconta con gli occhi un po’ più maturi del ragazzo che cantava Io Sono Francesco:

“Ho vissuto molte cose, un accumulo di esperienza di vita, di incontri di vita vissuta. Ogni giorno può essere una pagina di un racconto bellissimo o bruttissimo, ma anche le cose brutte sono funzionali allo scrivere nella musica.”

Il suo essere in continua trasformazione si riversa in tutto quello che fa: scrittore, polistrumentista, ma anche pittore. Infatti il Museo Internazionale e la Biblioteca della Musica di Bologna hanno ospitato per un mese una sua esposizione dal titolo “Quando la musica si mostra. Una nota al museo”.

“È un inno alla musica, un’ode alla musica che mi ha letteralmente salvato prendendomi per mano.”

Un vero omaggio alla sua musa dunque dove ogni quadro è legato ad una delle sette note musicali.

“Mi è sembrata l’idea più semplice per mostrare un’idea non semplice, anche Mozart e Bach erano semplici…”

L’arte – racconta Tricarico – è una passione che lo accompagna da sempre e che, a differenza della musica, non proviene da un percorso accademico ma più dal bisogno di stare con se stesso e con le sue tele per poi tornare ad aprirsi verso il mondo esterno attraverso la carta e le note.

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Note decisamente graffianti come quelle del suo ultimo singolo “Generazione”, uscito a settembre e accompagnato da un video che vede la partecipazione di Paolo Rossi e Fabio Testoni “Dandy Bestia” degli Skiantos, dei quali dice:

Hanno attraversato le epoche e andranno avanti nel tempo.”

Il cameo dell’amico Paolo Rossi, invece, sta a riaffermare una certa appartenenza all’ambiente milanese, un’identità che – secondo il cantautore – si è andata un po’ perdendo nel tempo.

“Generazione” è uno sguardo acuto sulla società attuale, sulle sue storture, su una generazione appunto, abituata all’auto-esaltazione e all’auto-compiacimento di sé.

“Abbiamo vissuto anni di grande superficialità. Nella politica, nell’arte, non c’è più eccellenza né competenza. Ognuno si recensisce da solo, si loda da solo ed è una canzone amara per questo, ma non solo.”

Tutto però ci viene raccontato con grande semplicità e schiettezza perché a Tricarico piacciono le cose ardue a raggiungersi, ma non in modo manieristico, quasi a dire “tu non lo puoi capire”.

Del resto, questa è da sempre stata la sua cifra artistica: messaggi profondi, sonorità semplice e diretta. Qualcosa che forse possiamo rintracciare anche in un certo tipo di indie odierno, del quale Tricarico dice:

“Penso di non essere mai stato né mainstream né indie, ma sempre abbastanza sopra le parti. Credo che questo nuovo indie – che poi è il nuovo pop – forse qualcosa mi deve. I giovani hanno bisogno di esprimersi e quindi era naturale che prima o poi venissero fuori Calcutta o i Thegiornalisti, ma questo è positivo, possono piacere o non piacere, ma sicuramente c’è fermento nella musica in questo momento. Non bisogna fermare nulla di tutto ciò perché è soltantoun bene per la musica.”

Ed è un bene per tutti che Francesco Tricarico sia tornato sulle scene e che fra pochissimo si farà risentire con un nuovo album.

Qui di seguito potete ascoltare l’intervista completa.