Ghemon: “Tenevo tanto a far uscire questo disco a cui ho dedicato un anno.”

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Chiacchierare con Giovanni Luca, in arte Ghemon è sempre un piacere.

Con “Mezzanotte”, il precedente album ha affrontato in musica le sue ombre, le paure che ognuno di noi ha. Lui ha la fortuna di scrivere e fare musica, fortuna che gli permette di riversare i suoi timori nelle strofe di una canzone.

“Scritto nelle stelle” è tutta un’altra storia, un’altra musica. Da mezzanotte a mezzogiorno potrei dire.

Un cambio radicale che porta vita alla musica, e nella musica c’è vita, la sua vita. In questo disco a farla da padrone non sono inquietudini e preoccupazioni ma gioia di vivere e speranza nel futuro, sentimenti che in questo periodo storico fanno bene al cuore e all’anima di chi ascolta.

E quindi da considerare un invito a vivere la vita con intensità?

“Anche i momenti duri ti son serviti per andare avanti, da questi si impara a godere di ciò che arriva dopo, anche della semplice normalità”

Il titolo “Scritto nelle stelle” mi ricorda tanto un libro di Nicholas Sparks: “La risposta è nelle stelle”. Anche li c’è un messaggio di speranza di fondo. Come mai hai scelto di chiamare il tuo album in questo modo?

“La scelta  non è casuale: dopo le tempeste si raggiunge sempre una consapevolezza: le cose difficili ti portano sempre da qualche parte, e li capisci che conta tanto il percorso che hai fatto per raggiungere quella serenità, i sacrifici, i momenti duri che hai dovuto affrontare per raggiungerla. Parla anche di quanto le nostre scelte in positivo, in negativo e anche le NON scelte influenzino il nostro destino.”

Mi piace tanto l’iniziativa del cantante di origini irpine di organizzare gli Instore digitali per rimanere in contatto con il suo pubblico, che probabilmente è uno dei più fedeli tra i cantanti.

Qui l’intervista completa.