Gianni Valentino: “Gente che lavora con Liberato mi ha tolto il saluto.”

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Nella puntata di ieri, lunedì 21 gennaio, a Coverbook, il programma di Radio Base dedicato ai libri, il giornalista de La Repubblica e scrittore Gianni Valentino (qui i podcast  della settimana scorsa) è tornato a parlare del suo Io non sono Liberato, raccontando altri particolari avvenuti durante la realizzazione del suo libro.

Lo scrittore ci ha fornito una sua personale spiegazione su ciò che ha scaturito il grande interesse sul cantante misterioso:

“Credo [dipenda da, ndr.] la sua sapienza nel mescolare così tanti input artistici legati alla cultura e ai simboli espressivi del Golfo. Lui fa questo ponte costante fra linguaggi street, le cose romantiche e le parlate più antiche. E poi, in questo sistema della comunicazione, dove viviamo un abuso delle piattaforme digitali, il fatto che lui galleggi su youtube, sportify, facebook e la rete internet dei cosiddetti siti giornalistici ha generato un incendio vorticoso in chi cerca di capirne di più.”

E sul dietro le quinte del concerto di Liberato a Barcellona ha detto:

“Sul quel parco, quel giorno, c’era una donna nel trio dei performer, cosa che non è accaduta in altri concerti.”

Gianni Valentino ci ha anche confessato di non sapere se il cantante abbia letto il suo Io non sono Liberato, ma che qualcuno intorno a lui sì e che non abbia reagito affatto bene:

“Persone che lavorano al suo fianco lo hanno letto e mi spiace che abbiano scelto di togliermi il saluto.”

Questo e molto altro potete ascoltarlo nel podcast qui in basso.