IL MINISTRO DELL’AMBIENTE SERGIO COSTA IN ESCLUSIVA A RADIO BASE: “IN ITALIA LA PRIMA DICHIARAZIONE PER L’AMBIENTE DEI GIOVANI DEL MONDO. UN ORGOGLIO TUTTO ITALIANO”

, ,

di Barbara Landi

In Italia la prima “Dichiarazione dei Giovani per l’Ambiente”. Per la prima volta, infatti, i ragazzi di tutto il mondo si incontreranno a Milano il prossimo settembre-ottobre 2020 per la CopYouth. Ad ufficializzarlo è il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Sergio Costa, nel corso dell’intervista in esclusiva in diretta sulle frequenze di Radio Base, in #PrimoPiano con la conduzione della giornalista Barbara Landi e la regia di Luca Di Stefano.

“È un grande orgoglio tutto italiano – esordisce il Ministro Costa – Sul climate change non possiamo deludere i giovani che stanno manifestando in tutto il pianeta. L’Italia è seconda al mondo per maggiori iniziative sul cambiamento climatico. Incontrare questi ragazzi significa costruire qualcosa che tanto abbiamo desiderato. Come primo Paese al mondo lo abbiamo immaginato e siamo riusciti ad ottenere la COP, la Conferenza delle Parti con tutti le nazioni scritte nell’Accordo di Parigi, ben 198. Vuol dire molto, perché per la prima volta, in ambito mondiale, si incontreranno per realizzare la Dichiarazione dei Giovani per l’Ambiente, che sarà portata a novembre alla Cop26 di Glasgow e presa in carico dai decisori”.

Non solo giovani italiani, quindi. Il Summit sarà inserito tra gli eventi della Conferenza ONU sul clima e sarà invitata anche Greta Thunberg.

“Non solo protesta, ma anche proposta dei giovani – sottolinea Sergio Costa – Noi li ascolteremo, prenderemo parte al loro lavoro, e porteremo le loro idee alla COP di Glasgow il mese successivo, dove si decideranno le sorti al contrasto del cambiamento climatico di tutto il mondo. Credo che i grandi cambiamenti partano dal dialogo con le persone, che non sono dei numeri. Sono volti. La persuasione, mettere al centro di una relazione il dialogo significa crescere”.

L’ambiente diviene, così, un’urgenza, centrale anche nella legge di Bilancio 2020 in vigore dal primo gennaio in Italia. Terre dei Fuochi diffuse in tutta Italia, Green New Deal, economia sostenibile. E ancora la campagna Plastic Free di cui il Ministero è pioniere, la Direzione per bonifiche, l’Ilva di Taranto e le Fonderie Pisano, la task force contro i roghi tossici con i nuovi investigatori specializzati del Noe dei Carabinieri e le innovative ZEA (Zone economiche ambientali), la programmazione a lungo termine con obiettivi mirati al 2030 e le ingenti risorse finanziarie stanziate dal governo: è un racconto a tutto tondo, quello tracciato dal ministro Costa, nel corso dell’intervista concessa in esclusiva a Radio Base (FM 104.7 e 106.3 / www.radiobase.fm /DAB+).

ASCOLTA L’INTERVISTA:

A Radio Base il Ministro dell'Ambiente Sergio Costa

IL MINISTRO DELL'AMBIENTE Sergio Costa IN ESCLUSIVA A RADIO BASE:«In Italia la prima Dichiarazione per l’Ambiente dei giovani del mondo. Un orgoglio tutto italiano».E' un racconto a tutto tondo, quello tracciato dal ministro Costa, nel corso dell’intervista in #PrimoPiano concessa in esclusiva a #RadioBase, con la conduzione della giornalista Barbara Landi.L’ambiente diviene, così, un’urgenza, centrale anche nella legge di Bilancio 2020 in vigore dal primo gennaio in Italia. Terre dei Fuochi diffuse in tutta Italia, Green New Deal, economia sostenibile. E ancora la campagna Plastic Free di cui il Ministero è pioniere, la Direzione per bonifiche, l’Ilva di Taranto e le Fonderie Pisano, la task force contro i roghi tossici con i nuovi investigatori specializzati del Noe dei Carabinieri e le innovative ZEA (Zone economiche ambientali).Ascolta l'intervista:

Posted by Radio Base on Saturday, 4 January 2020

 

 

Prima ancora di essere Ministro dell’Ambiente, lei è stato Generale di Brigata dei Carabinieri. Fondamentale il suo apporto nell’inchiesta Terra dei Fuochi. Si parla sempre più spesso di una terra dei fuochi diffusa. E’ reale questa immagine allargata a tutta la Regione Campania?

«Noi parliamo di Terre dei Fuochi, al plurale, in Italia e non solo in Campania, dinamiche di aggressione all’ambiente, in particolare di roghi tossici, sia di rifiuti abbandonati nelle province di Napoli e Caserta, ma anche in siti di stoccaggio che si trovano in Lombardia come al sud Italia. E’ una dinamica che ci vede in prima linea, alcune norme le abbiamo prodotte, dai piani di sicurezza interni ed esterni che riguarda le aziende che producono rifiuti, i cosiddetti luoghi sensibili. Sulla Campania spingiamo in particolare sull’ente Regione, sui comuni della terra dei fuochi, ma anche di Salerno e con i comitati: li sto incontrando  per siglare una serie di accordi sul chi fa cosa, mettendoci anche risorse. Significativo è l’incremento del numero di investigatori dell’arma dei carabinieri specializzati nel contrasto di questi crimini ambientali, il NOE dei Carabinieri, di presidio ma anche di investigazione. Sono investigatori super specializzati. E’ un percorso, lo stiamo affrontando e lo stiamo facendo tutti insieme. Ecco la cosa nuova».

Ministro Costa, contrasto al cambiamento climatico, ma anche rispetto delle prescrizioni ambientali. Si pensi all’Ilva di Taranto, o più vicino a noi le fonderie Pisano. Realtà da bonificare, molto complesse, in bilico tra diritto alla salute e diritto al lavoro, acuite da un contesto sfavorevole come in Regione Campania, dove la disoccupazione raggiunge percentuali elevate. Esiste una soluzione?

«Non è retorico chiedere l’intervento di tutti. Anche l’imprenditoria deve fare la sua parte. Ci sono opportunità imprenditoriali nel mondo del green. Occorre chiedersi: “Per produrre ricchezza e per poter crescere dal punto di vista economico sono obbligato necessariamente ad inquinare? O posso fare le medesime cose senza inquinare?” Stiamo dimostrando che si possono fare le stesse cose, se non addirittura superiori. Per ogni posto di lavoro determinato dal fossile, se ne creano con le rinnovabili tra 3 e 5. Vogliamo continuare a pensare vecchio o vogliamo immaginare il nuovo? La transizione dal vecchio sistema al nuovo facciamola assieme».

E per le bonifiche?

«Ho ristrutturato il ministero dell’Ambiente, con una legge ad hoc, costituendo una direzione generale sulle bonifiche. Vuol dire avere un’interlocuzione, una struttura e dei fondi propri dedicati, vuol dire iniziare a credere che le bonifiche si possano fare finalmente.  Senza un sistema operativo, diventano solo parole. Le cose vanno costruite. Dal primo gennaio esiste già la direzione per le bonifiche”.

Bonifiche, ma anche 20milioni di euro per le Zea, le zone economiche ambientali. Italia Paese Parco, con una fiscalità di vantaggio, è una possibilità reale?

«Io sono molto orgoglioso di questa idea, come ministro, ma anche come italiano, considerata una bella idea che ci hanno chiesto di esportare nel resto dell’Europa. Un’intuizione, come Italia, molto significativa. In alcune zone, pe mi riferisco ai Parchi nazionali e alle rete duemila con tutte le aree protette, scrigni della natura. I cittadini a volte soffrono la difficoltà di vivere nell’entroterra, si pensi all’Appennino, o alle terre del Vallo di Diano e del Parco del Cilento, dove i giovani si allontanano perché c’è poco lavoro. Chi investe green, con una certificazione rilasciata dall’ente parco, sotto la vigilanza del ministero dell’ambiente, avrà un aiuto economico concreto e una fiscalità di vantaggio. Oggi chi tutela la natura, può anche fare attività economica e noi, come Stato, ci siamo».

Con il nuovo anno ci sono i nuovi propositi. Come uomo innanzitutto, e non solo come ministro, Sergio Costa cosa si augura?

«Il 3 gennaio ha visto stanotte un vento di guerra che si è sollevato. Mi auguro un anno di pace e di giustizia. Non esiste un paese che si salva da solo, o che comanda. Esistono Paesi che dialogano tra di loro. Noi come Italia abbiamo la capacità di dialogare. Il dialogo è il percorso della salvezza, la contrapposizione è il percorso della perdizione».

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Radio Base