Lowlow : “Sono stato in silenzio per tanto tempo ma mai fermo: non ho fatto altro che cercare la mia identità artistica”

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“DOGMA 93” arriva a distanza di due anni dall’ultimo lavoro discografico di Lowlow, un ulteriore tassello che conferma la maturità della scrittura del rapper romano.

A fare da filo rosso ai quattordici brani di cui è composto il nuovo album, una visione artistica e un approccio che si avvicina a quello cinematografico: come una cinepresa sul mondo, esterno ed interiore, le metriche del rapper raccontano attraverso immagini e aneddoti storie vissute dallo stesso Lowlow o prese in prestito da altre persone e da fatti realmente accaduti, che penetrano nel mondo personale dell’artista e che allo stesso tempo si impegnano a ricostruire una visione collettiva, generazionale.

Ispirandosi a quanto fatto da Lars Von Trier e Thomas Vinterberg, “DOGMA 93” rappresenta un vero e proprio manifesto personale, attraverso il quale individuare una propria direzione che si discosti da tutte le altre correnti artistiche grazie a delle regole ferree. Parole e scrittura vengono prima di tutto. E’ possibile raccontare se stessi attraverso le storie degli altri.

Il rap è tecnica ma per raccontare una storia essa deve essere messa al servizio del significato . Deve essere veicolo espressivo delle proprie emozioni.

Nel disco trovano spazio tematiche che hanno un valore tanto personale quanto universale, come il rapporto con l’ambizione, con il male, con una società che ha la tendenza di escludere chi non non riescea rientrare nei rigidi  parametri del sistema.

In “DOGMA 93” sono presenti le collaborazioni con Gaia Gozzi, Holden, Erika Lei e Luna.

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