Luca Barbarossa: “Napoli mi emoziona”

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In occasione del tour “Roma è de tutti” che ha fatto tappa il 13 ottobre al Teatro Cilea di Napoli, abbiamo incontrato Luca Barbarossa. Il cantautore ha raccontato la sua Roma al pubblico napoletano, attraverso uno spettacolo diviso in due tempi. Si comincia con Passame er sale, classificatosi al settimo posto al Festival di Sanremo 2018, e si prosegue con l’intero nuovo album. Il secondo tempo è dedicato alla storia della sua musica, ai successi che lo hanno reso celebre, come Portami a ballare, Via Margutta e Come dentro un film. In chiusura, concede il bis del brano sanremese, ma questa volta sullo schermo alle sue spalle appaiono le parole della canzone, così da poterla cantare insieme al pubblico. Alle canzoni Barbarossa alterna momenti raccontati. Chiacchiera con la platea, la diverte e la trasporta in un viaggio per le strade della capitale.

 

Roma è de tutti è un disco scritto completamente in romanesco. Canta la bellezza, ma non si tratta di una necessità, è qualcosa di più intimo che spinge il cantautore a stringere un legame confidenziale con l’ascoltatore. Lo rende partecipe degli 11 brani che compongono il disco, la cui realizzazione è stata ispirata dai più grandi artisti della tradizione musicale italiana:

Roma è de tutti nasce da una questione personale. Attingo ai miei ricordi. Sono undici storie che mi riguardano da vicino. Mentre realizzavo questo disco ho avuto dinanzi agli occhi Pino Daniele, Roberto Murolo e Gabriella Ferri, come fossero dei fari.

Ci racconta anche dell’emozione di proporre al pubblico Via da Roma, un brano scritto più di trent’anni fa da Luigi Magni. Il regista, scrittore e sceneggiatore italiano, che ha diretto per il cinema pellicole come Nell’anno del Signore e In nome del Papa Re, per il testo della canzone interpretata da Barbarossa, si è lasciato ispirare da una scritta sui muri di Roma: ‘Puoi girare tutto il mondo, tanto io sempre qui t’aspetto’:

Ognuno di noi, almeno una volta, ha litigato con il posto in cui è nato e ha desiderato andarsene altrove. Questa è la storia di un uomo che alla fine non ci riesce e viene richiamato dai propri affetti.

 

Riguardo alla scelta di cantare Passame er sale insieme al pubblico al termine dello spettacolo, dichiara:

E’ un gioco. E’ bello far cantare in dialetto romanesco il pubblico di altre regioni. E’ anche un abbraccio in cui si raccoglie tutto l’ affetto del pubblico.

E’ un uomo con radici ben salde e radicate nella sua Roma, Luca Barbarossa, ma non dimentica le origini napoletane che gli giungono da parte del nonno. Venire a Napoli per lui è un’ emozione, tanto che decide di trascorrere persino il proprio anniversario di matrimonio nel capoluogo campano:

Roma e Napoli sono città abituate all’ accoglienza. L’ appartenenza a un luogo non è solo per nascita, bisogna meritarsela. Ogni volta che vengo a Napoli mi emoziono e mi restano sempre bei ricordi. Adoro dei napoletani il loro desiderio di farti stare bene nella loro città.

Viene considerato un cantautore di classe, ma non elitario. Barbarossa non rinnega questa definizione, ma ci tiene a chiarire un punto fondamentale alla base del suo essere artista:

Sono molto più vicino alla cultura popolare. Se una canzone diventa elitaria ha perso la sua scommessa.

 

 

Ascolta l’intervista a Luca Barbarossa realizzata da Stefy: