Marco Mengoni a Eboli. Eclettico, simpatico, profondo. Uno spettacolo curato nei minimi dettagli.

, , ,

Una carriera piena di successi quella di Marco Mengoni. Scoperto nel 2010 da Morgan grazie al talent di rai 2 X Factor, ne è il vincitore della terza edizione. Artista dal cuore buono e dalla grande sensibilità. Si mostra così e ritorna con grande successo con il suo Atlantico tour, Sabato 18 Maggio, al Palasele di Eboli organizzato da Anni 60 produzioni.

Come un angelo, in una mise interamente bianca. Unico protagonista del palco. Una vera e propria star che con gli effetti speciali, comincia il suo concerto spuntando dal di sotto del palco. Il pubblico esplode, è in delirio. Lui canta Muhammad Ali. Si mostra al 100% Marco, eclettico, simpatico, profondo. Uno spettacolo curato nei minimi dettagli. La sua band composta da 10 elementi: 3 coristi dalla voce soul, ben 2 batterie e percussioni, piano e synth, chitarra, basso. Tutto bilanciato perfettamente, molti riferimenti alla musica soul e alle spalle una bellissima scenografia che a primo impatto sarebbe potuta sembrare semplice ma che invece nel corso della serata ha dato tanta soddisfazione, con immagini e giochi di luce veramente suggestivi. Le armonie vocali hanno lasciato tutti senza fiato, per non parlare dei momenti musicali dove i ritmi latini hanno preso il sopravvento e tutti, compreso Marco, si sono lasciati trascinare da quest’onda grazie al brano buona vita. Sempre simpatico, appare così dal maxischermo, al termine di una delle sue canzoni, usa la frase “state senza pensieri” tratta da gomorra la serie, per mostrare la sua vicinanza al pubblico campano.

Sono tanti i messaggi sociali che si vedono e si ascoltano. L’artista si è fatto da sempre carico di alcuni problemi del mondo. Scorrono infatti video alle sue spalle, una frase risuona tra tante ” Siamo sempre più in contatto ma siamo sempre più soli”. Il pubblico del Palasele sembra risponda perfettamente agli stimoli di Mengoni. Con estrema disinvoltura lascia cantare tutti direttamente dal suo microfono. 3 cambi di look in totale, sempre raffinato e chic. La sua tecnica vocale che fa impazzire i presenti, acuti da brividi e le improvvisazioni non mancano mai.

Prima di terminare quello che è apparsa una conquista totale nei riguardi del pubblico di Eboli, Marco si siede al piano e comincia quel momento intimo che tutti stavano aspettando. Chiede le luci spente ma soprattutto chiede di mettere via tutti i cellulari e di VIVERE questo attimo insieme, come se fossimo fuori dal mondo. Solo noi e lui. Di fronte al palco, illuminata da una luce fioca c’era una sposa, lui le dedica una canzone…sembra di essere in un film. Gli ultimi minuti sono un susseguirsi dei suoi più grandi successi radiofonici e non. A tratti la voce del pubblico copre la sua, tutti estasiati, minuti e minuti di applausi. Il concerto è finito, il cantante posiziona una bandiera per la pace sul suo piano e ci regala hola, tra gli ultimi insieme a Tom Walker.

Come spesso accade nei concerti qui al Sud, agli artisti resta impresso il calore che riusciamo a trasmettere. Secondo i tecnici, gli applausi totalizzati Sabato sono stati i più forti di qualsiasi altra città italiana. È importante capire quanto artisti come Marco Mengoni caratterizzati da una grande umanità e umiltà, possano trasmettere a milioni di persone, messaggi importantissimi. Giovani e adulti hanno raccontato insieme a lui alcune delle sue più belle parole. Grazie Marco.