Matteo Faustini e la musica usata come urlo verso il mondo

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Classe 94, bresciano, sguardo sognante e dal carattere genuino. Dopo il grande esordio sul palco dell’Ariston con il suo brano “Nel bene e nel male”, in gara tra le nuove proposte di questo Sanremo 2020, Matteo Faustini è stato ospite ai microfoni di Radio Base e non è stato immune al calore e all’affetto partenopeo.

“Sono a Napoli neanche da 24 ore, ho lo stomaco felice che sorride tantissimo.”

Inizia così a raccontarci del suo viaggio che lo ha portato a condividere pensieri e momenti nell’intimità di un abbraccio con i fan. Grazie alla sua esibizione alla settantesima edizione del Festival di Sanremo conosciamo il vero Matteo Faustini, che grazie alla musica ha trovato serenità in un mondo che spesso prende pieghe inattese.

“Mi svegliavo tanti mesi arrabbiatissimo, tutte le volte”

Poi la svolta. Sul palco dell’Ariston ha dato voce ai suoi pensieri, urlando al mondo messaggi che spesso è difficile formulare ma che, grazie alla musica, ha saputo comunicare in maniera fresca e immediata.

“Senza avere paura di essere chi siamo”

Questo uno dei messaggi che Matteo, che è anche insegnante di musica, vuole trasmettere ai suoi giovani allievi perché coltivino i propri sogni.

“Possiamo parlare per ore di omofobia e bullismo ma se in tre minuti concentri tutto quanto con un bel ritornello, il messaggio arriva più forte”.

La musica come veicolo sociale, denuncia e liberazione che sin da bambini deve essere praticata e perseverato.

Dopo questo grande esordio viene spontaneo domandarsi cosa ci sarà di nuovo e dove vedremo Matteo Faustini. Intanto si gode l’affetto del pubblico con  il suo tour in-store e, ai nostri microfoni, ci anticipa diversi live, che lo rivedranno nuovamente anche a Napoli.

Ascolta l’intervista completa realizzata dal nostro Manuele Orlando Puopolo.