Maurizio Fiorino: “In me c’era qualcosa di irrisolto legato alla mia sessualità”.

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Nella foto: Maurizio Fiorino

“Ora che sono nato”, il nuovo romanzo di Maurizio Fiorino, pubblicato da Edizioni E/O, racconta il percorso di crescita che porterà il giovane Nato alla dichiarazione d’amore per se stesso e per la propria libertà. (Qui la recensione completa)

“Un giorno ero in aero e mi trovai al fianco di uno psicanalizza, parlando gli ho detto che stavo per iniziare a scrivere un libro e mi disse: “spero tu abbia il coraggio di dire quello che nessuno ha detto prima: che le famiglie sono il male assoluto”. Ho iniziato a ragionarci moltissimo [su quelle parole, ndr] ed è venuto fuori questo romanzo.” Ha raccontato l’autore calabrese a Francesco Sansone, nel corso dell’ultima puntata di Coverbook.

La famiglia, l’ironia e la drammaticità

La famiglia, infatti, è uno dei temi centrali di “Ora che sono Nato”. L’autore è riuscito a costruire un quadro veritiero di una qualsiasi famiglia italiana, attraverso l’ironia mescolata alla seriosa del racconto:

“Quello della famiglia è un tema a me molto caro. Ho iniziato a scrivere questo libro in maniera tragica, poi l’ho letto e mi faceva ridere. Ho mischiato, quindi, i due genere ed è venuto fuori questo libro. Non è un romanzo autobiografico, ma richiama molto la mia esperienza personale.”

Nella foto: La copertina di “Ora che sono nato”

Un romanzo per tutti, ma che strizza l’occhio ai millenians

“Ora che sono nato” è un libro adatto al pubblico di ogni età, tuttavia i millenians, cresciuti fra gli anni novanta e i primi anni duemila, possono riconoscersi maggiormente, grazie ai riferimenti a “Non è la Rai” e alle Spice Girls, simbolo di quegli anni e, come ci ha dichiarato, parte della formazione di Fiorino. C’è, però, anche un altro aspetto di Nato che appartiene allo scrittore: il percorso di accettazione della sua omosessualità:

“Devo essere onesto, questo aspetto è abbastanza autobiografico. Avevo capito, a un certo punto della mia vita, che c’era qualcosa di profondamente irrisolto, che era legato alla mia sessualità. Mi sono sempre considerato una persona libera, però mi rendevo conto che c’era qualcosa di mostruoso dentro di me, che avevo ancora tenuto dentro. Un evento legato alla mia infanzia, che una brava psicologa ha saputo tirare fuori. Questo percorso mi ha aiutato a vedere un dramma con la leggerezza necessaria, per poter scrivere un libro del genere.”

Ascolta il podcast dell’intervista a Maurizio Fiorino.