«Io sono il candidato di tutti e il candidato di nessuno. La mia è una candidatura unitaria, antidoto al populismo, alla destra sovranista e a Salvini». Sandro Ruotolo, candidato al Senato, in #PrimoPiano a Radio Base

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di Barbara Landi

«Io mi sento un uomo libero. La libertà è tutto. Quella libertà che il populismo non garantisce. Io sono il candidato di tutti e il candidato di nessuno. La mia è una candidatura unitaria di centrosinistra allargato, noi siamo l’antidoto al populismo, all’uomo solo al comando, all’odio e al rancore».

Il candidato per le elezioni suppletive al Senato nel collegio Campania 07, il giornalista e politico Sandro Ruotolo, interviene in diretta ai microfoni di Radio Base nell’intervista in #PrimoPiano con Barbara Landi.

Io voglio rappresentare la Napoli di Giancarlo Siani, delle quattro giornate, perché il rischio è che passi il candidato di questa destra violenta, sovranista, populista – insiste Ruotolo con un attacco frontale a Salvini e alla destra – Il mio competitor, sebbene sia di Forza Italia, in Senato ha un leader che si chiama Matteo Salvini, colui che è stato condannato per razzismo per aver definito i napoletani collerosi e terroni. Penso invece di rappresentare l’idea della politica dello stare insieme. Dobbiamo essere intransigenti, radicali nei nostri valori, nella lotta alla disuguaglianza a favore della solidarietà e dell’inclusione. Essere antifascisti è un valore. Lo stare insieme unisce”.

Sandro Ruotolo a Radio Base

A #PrimoPiano il giornalista e politico Sandro Ruotolo candidato al Senato elezioni suppletive Campania 07

Posted by Radio Base on Friday, 14 February 2020

UNA NAPOLI CHE SI VUOLE RISCATTARE

È, soprattutto, una Napoli che si vuole riscattare, quella raccontata da Sandro Ruotolo, che riesce a coniugare forze politiche spesso in contrasto tra di loro: «Perché ho scelto e deciso di scendere in campo in questa competizione? La mia storia di giornalista, lunga 46 anni, è sempre stata coniugata al mio impegno civile su grandi questioni, come la lotta alla camorra. Ho ricevuto proposte da tutti i partiti del centrosinistra allargato, dai moderati, a Dema, Italia Viva, tutti quanti insieme alla società civile. È una coalizione civica, non c’è alcun simbolo di partito perché io sono il candidato di tutti e il candidato di nessuno, sono un indipendente. “Napoli con Ruotolo”: è questo il nostro simbolo. Di sicuro è un voto politico. Ho accettato con orgoglio, perché è una candidatura unitaria e perché penso che la politica debba tornare al servizio delle persone».

IL CANDIDATO ANTICAMORRA 

“Il collegio 7 corrisponde a metà Napoli, coinvolge 13 aree territoriali, dal Vomero all’Arenella, a Secondigliano, a Scampia, compresa tutta l’ex periferia industriale di San Giovanni, Barra, Ponticelli. È un test molto importante, anche in prospettiva politica. In Emilia Romagna si incominciava a ragionare sull’unitarietà, a Napoli siamo andati oltre, perché tutti insieme stiamo dando vita a una coalizione civica”, continua Ruotolo, definito dalla stampa il “candidato anticamorra“, per il suo excursus da giornalista impegnato nelle inchieste contro la mafia, in cui si riconosce gran parte della periferia di Napoli.

“Si deve lottare per la legalità e la sicurezza totale, contro le diseguaglianze. Questo collegio ha un centro, la città, con il suo ceto medio in crisi, ed ha queste periferie abbandonate dove il degrado è altissimo, con il 50-60% di disoccupazione giovanile. Salvare il posto di lavoro alla Whirlpool, chiedere lavoro in queste periferie è la nostra arma per battere la camorra e l’illegalità. Non basta solo questo, occorre investire nella scuola, nella ricerca, nell’università. Il nostro problema è l’emigrazione delle nostre eccellenze. In 15 anni sono andati via dal Mezzogiorno 2milioni di persone”.

L’EMERGENZA EMIGRAZIONE E LE PERIFERIE

E aggiunge, ancora una volta lanciando un affondo alla destra: «L’emergenza non è l’immigrazione come blatera Matteo Salvini, il nostro problema reale è l’emigrazione». È su questo che dobbiamo intervenire con una serie di interventi. Il Governo deve decidere da che parte stare, perché l’Italia senza il mezzogiorno non può aspirare a nulla. Ha bisogno di ridurre il divario tra nord e sud, altrimenti non si esce dalla crisi. Nel 2017 132mila persone sono andate via, di queste 66mila giovani, la metà laureati. È bello da giovani viaggiare per il mondo, ma quando si tratta di una scelta. Quando si è costretti, si toglie il futuro e la speranza alla propria terra di origine. Dobbiamo creare le condizioni per far tornare i nostri ragazzi. Da noi è un deserto, non c’è più un’industria, per produrre ricchezza abbiamo bisogno di lavoro dipendente, non può bastare il turismo. Non è vero che siamo all’anno zero. Abbiamo tanti anticorpi, però c’è la grande sofferenza delle periferie abbandonate, dall’edilizia popolare alla manutenzione, all’arredo urbano. La vera scommessa è resistere, la Whirlpool non deve chiudere per Napoli e per il Mezzogiorno. Sarebbe una sconfitta enorme”.

IL PIANO PER IL SUD E LA LOTTA ALLA CORRUZIONE

Tra le prime azioni in campo l’idea di portare al Senato un metodo nuovo, fondato sul lavoro di squadra. Ci sono emergenze immediate, tra cui Piano per il sud, emergenza sicurezza, lotta alla corruzione e alla mafia.

“Il mio motto è che per essere felice devo avere gente felice intorno a me. Non può esserci la solitudine, ma lo stare insieme, il combattere insieme. La sofferenza degli altri è la mia sofferenza”.

Venerdì 14 febbraio 2020

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