Sanremo 2020: l’inno all’amore di Benigni, le cover e il No alla violenza sulle donne

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“Una, nessuna e centomila”. Tutte insieme contro la violenza sulle donne. Emma, Giorgia, Fiorella Mannoia, Alessandra Amoroso, Laura Pausini, Elisa e Gianna Nannini fanno il loro ingresso sul palco del Festival di Sanremo 2020 per presentare il concerto che le vedrà protagoniste il 19 settembre per raccogliere fondi destinati ai centri antiviolenza.

Ancora una volta si parla di universo femminile. Un’immagine forte. “Quando una donna lotta – sottolinea Laura Pausini – lo fa per tutte le altre donne, perché mai più una donna debba subire delle violenze. Centomila come le voci del pubblico che noi speriamo sia con noi nel nostro grande concerto di settembre”. “Ci siamo schierate ancora una volta perché non ne possiamo più – insiste Gianna Nannini – Basta con le donne vittime”.

Il vero protagonista della terza serata, che celebra la storia del festival, è il Premio Oscar Roberto Benigni, che dalla passerella esterna, accompagnato dalla banda, raggiunge l’Ariston e conquista la scena.

E’ un invito all’amore quello di Benigni, che nel suo lunghissimo monologo di circa 40minuti, racconta i suoi ricordi legati a Sanremo, dove ritorna dopo nove anni. Dopo la stoccata a Matteo Salvini, annuncia che, nella serata delle cover, canterà “la più bella canzone del mondo”, il “Cantico dei cantici” che è nella bibbia. “È la canzone più bella mai scritta nella storia dell’umanità, 2400 anni fa, altro che settantesimo. E non è mai stata cantata in televisione” spiega prima di declamare l’antico testo.

Seduto in prima fila Cristiano Ronaldo, mentre la fidanzata Georgina Rodriguez è sul palco insieme Alketa Vejsiu al fianco di Amadeus, che riconquista la scena in assenza del suo amico Fiorello, “Ciuri, Little Flower”, come lo definisce: una sinergia che, in conferenza stampa, il conduttore e direttore artistico aveva definito “un’alchimia straordinaria, una luce”.

Emoziona Mika, guest della serata insieme a Lewis Capaldi, quando canta Fabrizio De Andrè.

Intanto nella serata delle cover, i 24 big in gara celebrano i 70 anni del festival.

Anastasio canta con la PFM “Spalle al muro”, brano portato al successo da Renato Zero nel 1991, classificandosi secondo, dietro a “Se stiamo insieme di Riccardo Cocciante”.

Piero Pelù si esibisce in “Cuore matto” cantata da Little Tony e Mario Zelinotti nel 1967.

Elodie duetta con il pianista siriano Aeham Ahmad sulle note di “Adesso tu”, con cui Eros Ramazzotti partecipò al festival nel 1986. “Veniamo entrambi dalla periferia, ecco perché l’ho scelta”, spiega la cantante.

 Elettra Lamborghini con MYSS Keta in “Non succederà più” di Claudia Mori del 1982

Giordana Angi porta all’Ariston insieme ai Solis String Quartet “La nevicata del ’56”, brano con cui Mia Martini nel 1990 vinse per la terza volta il Premio della Critica.

Diodato propone insieme a Nina Zilli “24 mila baci”, interpretata nel 1961 da Adriano Celentano e Little Tony.

Colpisce per la sua eleganza Raphael Gualazzi che con Simona Molinari canta “E se domani”, brano di Fausto Cigliano e Gene Pitney del 1964, che non si qualificò per la finale.

Francesco Gabbani porta un grande classico, “L’italiano” di Toto Cutugno, in gara a Sanremo 1983, divenuta poi un brano cult.

Alberto Urso duetta con Ornella Vanoni in “La voce del silenzio”, presentata da Tony Del Monaco e Dionne Warwick nel 1968.

Marco Masini e Arisa cantano Vacanze romane dei Matia Bazar, quarti classificati nel 1983.

Enrico Nigiotti intona Ti regalerò una rosa con Simone Cristicchi che nel 2007 vinse il festival con questo brano;

Michele Zarrillo e Fausto Leali cantano Deborah, canzone del 1968.

Rita Pavone porta 1950 di Amedeo Minghi e duetta con lui.

Tosca con la spagnola Silvia Peréz Cruz canta Piazza Grande di Lucio Dalla, ottava nel 1972.

Achille Lauro e Annalisa presentano Gli uomini non cambiano di Mia Martini, seconda classificata a Sanremo 1992.

Bugo e Morgan  si esibiscono in Canzone per te, che trionfò al festival del 1968 grazie alle interpretazioni di Sergio Endrigo e Roberto Carlos;

 Irene Grandi e Bobo Rondelli cantano La musica è finita, di Ornella Vanoni.

Le Vibrazioni con i Canova interpretano Un’emozione da poco, con cui Anna Oxa arrivò seconda nel 1978.

Levante con Francesca Michielin e Maria Antonietta prova a sbancare con Si può dare di più, con cui Gianni Morandi, Umberto Tozzi ed Enrico Ruggeri vinsero nel 1987.

Junior Cally omaggia Vasco con Vado al massimo (1982) e canta con il duo romano Viito.

Paolo Jannacci ricorda il padre Enzo con Se me lo dicevi prima (1989) insieme all’attore Francesco Mandelli;

I Pinguini Tattici Nucleari presentano un medley: Papaveri e papere di Nilla Pizzi (secondo posto nel 1952), Nessuno mi può giudicare di Caterina Caselli (secondo posto nel 1966), Gianna di Rino Gaetano (terza classificata nel 1978), Sarà perché ti amo dei Ricchi e Poveri (1981), Una musica può fare di Max Gazzè (1999), Salirò di Daniele Silvestri (2002), Sono solo parole di Noemi (terzo posto nel 2012) e Rolls Royce di Achille Lauro (2019).

Rancore canta Luce di Elisa, che vinse nel 2001, con Dardust e il gruppo La Rappresentante di Lista.

Riki canta L’edera di Nilla Pizzi insieme alla popstar spagnola Ana Mena.

Il giorno tre di Radio Base

Una terza giornata di festival frenetica per i nostri inviati a Sanremo Barbara Landi e Luca Virno, in diretta ogni giorno dalla sala stampa Lucio Dalla. Guarda le interviste ai big e alle nuove proposte, realizzate dal nostro team, con il videomaking di Ilenia Virno.

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