Simonetta Lamberti, vittima della camorra. La famiglia chiede giustizia

Di Pio Russo

Simonetta, la figlia 11enne del magistrato Alfonso Lamberti, fu uccisa il 29 maggio 1982. Il Killer è tornato in libertà. Ai nostri microfoni, la sorella Serena Lamberti, chiede giustizia.

Solo nel 2011, dopo 32 anni, Antonio Pignataro, esponente della Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo e poi per il cartello che ne fu rivale, quello della Nuova Famiglia, confessa l’omicidio e nel 2014 viene condannato a 30 anni di carcere, ma chiede per quell’atroce delitto.

Serena riesce anche a perdonarlo, pensando fosse davvero pentito e deciso a scontare la sua pena.
Due anni dopo però il nuovo colpo di scena: Pignataro, malato di cancro, ottiene gli arresti domiciliari e torna a casa a Nocera Inferiore.


“Non mi opposi a questa scelta, per non infierire su un malto di cancro, ma non accetto che lui abbia continuato a fare il camorrista e la giustizia lo lasci libero”.

Nel 2017 infatti Pignataro viene di nuovo arrestato per un’indagine sul voto di scambio politico mafioso a Nocera Inferiore.

Ed a Nocera è tornato a vivere adesso con l’obbligo di dimora e di non uscire di casa tra le 22 e le 8. Nel gennaio scorso, durante il processo per queste ultime accuse, disse che le sue condizioni di salute erano peggiorate, che i tumori erano diventati due e perciò chiedeva di essere scarcerato. Non fu accontentato, come non fu accolta l’istanza presentata dal suo avvocato. Ma nel frattempo i termini di detenzione preventiva sono scaduti. Quindi Pignataro è libero.

Serena vorrebbe incontrare l’assassino di sua sorella ancora una volta solo per guardarlo negli occhi.
Intanto la “giustizia” consente ad un esponente della camorra di essere a casa e poter vivere in libertà gran parte della giornata, mentre la famiglia Lamberti porterà per sempre i segni di quanto accaduto.

Di seguito l’intervento di Serena Lamberti a Casa Basa