Teresa De Sio rinasce e incanta tutti con puro desiderio

, , , ,

Quando credi di non avere più nulla, quando la luna piena può sembrare un morso di pane e la vita una vera e propria tempesta. Potrebbe capitare che si aprano delle nuove porte, che si guardino dei nuovi orizzonti e che praticamente la vita ricominci. Questo è forse il bello dei dolori, DESIDERARE a tal punto una rinascita e capire quanto il PURO DESIDERIO sia linfa vitale. È cosi che è cominciata la nostra intervista alla splendida Teresa De Sio, artista a 360 gradi. Musicista, compositrice, cantante, scrittrice, attrice.

Insieme a Pio Russo e Mariana Somma , a casa base, abbiamo fatto una chiacchierata introspettiva con l’artista napoletana, reduce dai tantissimi successi della sua vita. Il suo ultimo album, uscito il 3 Maggio, le dà un nuovo volto. Ha smesso di narrare Teresa, ha messo le ali e sta planando sui suoi sentimenti più puri.

Le abbiamo subito chiesto perché ha scelto di usare il termine desiderio e che cosa è questo per se stessa.

Il desiderio, un po’ per tutti penso, ma per me in particolare è il motore che muove il mondo. Senza il desiderio non si fa un passo in avanti, non si cerca niente, non si realizzano le cose. Il desiderio è linfa vitale, è Eros che combatte contro Thanatos, è istinto di vita, è creatività, è amore, è sesso, è tutto.

L’ album appena uscito quindi racchiude tutto, anche questa visione un po’ più intimista della tua nuova vita?

Io ho attraversato un periodo difficile negli ultimi due anni della mia vita e questo periodo mi ha molto segnata. Ho dunque pensato che è arrivato il momento forse di dare una svolta e di lasciare, per adesso, quel senso dell’ epico che ho sempre avuto nelle mie narrazioni. Voglio dare spazio al sentire collettivo. Ho sentito che dovevo aprirmi a un nuovo modo di raccontare. E per me questo modo è stato scoprire di saper raccontare me stessa e i miei sentimenti. Questo è un disco veramente sentimentale.

Quanto è difficile entrare in una dimensione così intima e raccontarlo al pubblico?

Non lo so quanto è difficile. Ci sono riuscita però. Poi chi ascolterà il disco sarà in grado di capire se queste emozioni sono condivisibili o meno.

Sentire è ben diverso da pensare, credere, fare. È qualcosa di molto più profondo. È la verità che si cela dietro l’apparenza.

A questo punto è arrivato il momento di chiedere a Teresa del duetto insieme a Ghemon dal titolo IN UN SOFFIO DI VENTO. Ricordiamo che quest’anno lo abbiamo ascoltato anche al festival di Sanremo con il brano rose viola.

Teresa, si sa che tu e Ghemon siete abbastanza distanti dal punto di vista dello stile musicale. Ci piacerebbe sapere come è nato questo duetto.

Questo duetto è un vero e proprio incontro di amicizia. Davvero non ci sono strategie nè discografiche nè di nessun genere. Siamo entrambi campani, ci siamo incontrati al 1 maggio di Taranto l’ anno scorso e c’è stato da subito un grande affiatamento. Io ho scoperto una persona di grande sensibilità, talento e intelligenza. Mi ha detto che per lui sono stata un’artista seminale, che in qualche maniera mi doveva qualcosa e poi abbiamo coltivato questa amicizia. Da qui è nata in un soffio di vento. Io gli ho fornito l’impianto di questa canzone e lui si è inserito in una maniera strepitosa.

È stato un incontro di anime,direi, Teresa.

Si. E penso che questo genere di cose faccia bene alla musica in genere, altrimenti rischiamo di creare una frattura generazionale che non è per niente positiva. Le fratture devono esserci sempre. Come quando i figli vanno via dai genitori, è positivo perché è giusto che costruiscano la loro vita nuova ma se non ci fossero state le fratture non sarei nata nemmeno io come artista. Ogni generazione porta una grande novità e porta in qualche maniera una frattura con il passato. Però se questa frattura diventa ideologica è male. Per non farla diventare ideologia è sempre bello avere collaborazioni con artisti di altre generazioni.

È questo il motivo per cui hai deciso di dare sonorità nuove rispetto al passato?

Si, assolutamente. Chi ha avuto la pazienza di seguirmi in questi anni sa che a me è sempre piaciuto andare a scavare nelle sonorità e ho avuto sempre fortuna, piacere e capacità di circondarmi di musicisti strepitosi che mi hanno dato tanto. In questo caso, principalmente Francesco Santalucia che è stato l’arrangiatore del disco insieme a me. Abbiamo cercato di creare un vestito sonoro che non fosse più legato al folk (che è stato il vestito che ho portato x tanto tempo senza rinnegarlo) e abbiamo creato questo suono contemporaneo, acustico che sa di elettronico. Un suono morbido ma di grande presa ritmica. Ci abbiamo lavorato tanto.

Non mancano anche i complimenti di Pio alla cantante, secondo il quale la voce di Teresa si cucirebbe benissimo su qualsiasi stile musicale. Ovviamente l’artista ringrazia sorridendo.

Dopo questo bel momento, torniamo in noi.

Ci sono state tante collaborazioni tra cui anche quella con De Andrè, Pino Daniele nel lavoro precedente, Fossati e tanti altri. Ma hai ancora un sogno nel cassetto? Sogni di duettare in futuro con qualcuno?

Certamente. Ma sta nel cassetto questo sogno. E poiché sta lì, è sempre meglio non parlarne se no poi esplode e non si avvera più.

Dice Teresa da buona scaramantica.

Direi che amo di più fare i progetti verosimili che sognare. Anche se nella mia vita artistica sono avvenute delle cose che mai avrei creduto di vivere.

Quanto è stato difficile il tuo percorso?

Il mio percorso lo devo guardare da due punti di vista. Uno artistico e uno professionale. Quello professionale è stato abbastanza accidentato perché ho fatto spesso scelte molto anticipate rispetto ai tempi e a volte non sono stata compresa. Anche la mia propensione per una sorta di vagabondaggio sonoro e linguistico mi ha portato a essere poco inquadrabile in un genere. Dal punto di vista artistico è un successo strepitoso perché sono riuscita sempre a fare quello che volevo fare nel momento in cui sentivo di farlo. Ho avuto questa fortuna e questa abilità. Fin qui è stata una specialità olimpionica.

Il tempo sembra essere volato insieme. Ti ringraziamo Teresa, per il tuo essere semplicemente unica. La bellezza di un’artista sta prima di tutto nella sua persona e la tua anima ti rende speciale. In bocca al lupo per i tuoi futuri successi perché nella vita non bisogna mai darsi per vinti. È meglio continuare a lottare sempre per ciò che ci fa essere felici.