The Zen Circus: Sanremo? un incrocio fra costume e musica italiana

, ,

Definiti come gli outsider del Festival di Sanremo, gli Zen Circus  esordiscono sul palco dell’Ariston per la prima volta, nonostante una carriera lunga vent’anni e con oltre mille concerti all’attivo.

Il loro pezzo – L’amore è una dittatura – racconta una prospettiva inedita dell’amore.  Diversa – racconta  il batterista Karim Qqru – rispetto ai temi tradizionali come potrebbero essere quelli sanremesi o quelli appartententi al pop. Un’affermazione che non sottende alcuno spirito di critica nei confronti di un contesto che invece è molto caro all’artista e agli componenti del gruppo, tanto da metterlo in versi ne I Qualunquisti:

non credo di essere superiore anch’io guardo Sanremo e come diceva Ghandi “vincere e vinceremo”

Nel pezzo che presentiamo al Festival della canzone italiana- dice Karim – si fa riferimento al momento che precede il tutto, il momento in cui si fanno entrare le persone nella propria vita. Non necessariamente quella con la quale costruire il proprio futuro insieme, ma anche un amico o chiunque altro entri nel nostro mondo. La cifra artistica  degli Zen è sempre stata la descrizione del senso più comunicativo dell’amore, lo stesso che da più di vent’anni li unisce ai loro sostenitori e seguaci. Un pubblico che molto probabilmente si è ampliato e diversificato grazie alla loro partecipazione alla kermesse sanremese:

io credo che la settorialità non abbia mai fatto bene alla musica , ma è giusto avere un pochino di realismo. Da ieri ci siamo resi conto che una fetta non marginale di pubblico si è avvicinata agli zen.

Un’onestà che sembra premiarli in questa fase del festival, nonostante la particolare sonorità della canzone che si discosta molto dalle altre in gara:

Abbiamo deciso di portarla perchè la credevamo giusta per sanremo anche se non è stata scritta per Sanremo!

qui di seguito trovate la video intervista