Topolino, ancora attuale e complice delle nuove generazioni. Compie ben 70 anni.

, ,

Che siate bambini o meno, ad ogni età, il compleanno di Topolino  è un evento assolutamente da festeggiare. E nonostante sembri sempre attuale e complice delle nuove generazioni, compie ben 70 anni.

 

 

Francesco Artibani è uno dei più rinomati fumettisti italiani e del topo dal sorriso contagioso conosce proprio tutto. Il suo contributo al giornale è cominciato nel 1991, anno in cui ha preso parte alla realizzazione delle più grandi scene che hanno visto protagonista il personaggio più coinvolgente della Disney. Fanno parte del suo curriculum innumerevoli collaborazioni e creazioni, da Zio Paperone alle Winx  ma è qui con noi per parlare  di questo evento importantissimo che festeggia Topolino e di come si sia evoluta la sua figura negli anni.

Topolino è cambiato e non è cambiato allo stesso tempo. È un giornale che si è sempre adattato all’epoca in cui si vive anche perché sono gli autori a far parte dell’epoca stessa e questo si riflette nelle abitudini sociali del momento. Anche i personaggi sono sempre gli stessi, che hanno uguali gli ideali, ovvero: l’amicizia, la condivisione, la generosità, l’onestà. I personaggi rimangono fedeli a loro stessi e questo è il segreto del loro successo. Il mio contributo è stato minimo, ho cercato di raccontare ai lettori storie divertenti.

Molti dei personaggi a cui Francesco si è dedicato possono sembrare di avere un doppio volto e in realtà anche per chi non conosce bene Topolino, potrebbe sembrare che abbia un carattere “perfettino”. Al contrario risulterebbe essere molto interessante e vivo.

E a proposito di doppio volto, forse anche il fumettista aveva delle aspirazioni diverse nella vita. Voleva fare il carabiniere a cavallo ma probabilmente per uno scherzo del destino ha rinunciato al suo sogno nel cassetto. Noi gli abbiamo chiesto se in qualche modo questa aspirazione abbia influenzato i suoi futuri successi.

Ho vestito la divisa del carabiniere per un anno ma fondamentalmente non sapevo andare a cavallo. Ho sempre avuto il sogno di disegnare i fumetti sin da bambino e quello che è successo nella mia vita sembrerebbe proprio una lezione di tipo “Disneyana”. Se lavori tanto, lotti e ci credi veramente in quello che fai poi, alla fine, qualcosa ti arriva. Ed io pian piano sono riuscito a fare quello che ho sempre sognato per lavoro.

Oltre all’uomo di successo, Artibani porta con se dei valori molto profondi. Dalle sue parole si evince la vicinanza anche ad un mondo in cui sempre meno giovani sono disposti a “sudare sette camicie” per raggiungere degli obiettivi importanti. Topolino pare che di obbiettivi ne abbia raggiunti veramente molti. Come è possibile che sia il personaggio sul quale si concentra tutto il mondo Disney?

A Disneyland è lui il padrone di casa, é un personaggio in cui si concentrano tanti elementi positivi e la gente questo lo capisce.

Seppur comunque la nostra generazione è legata a Topolino perché non esisteva nemmeno l’ombra degli smarphone, ora invece come possiamo pensare che i ragazzi della nuova epoca possano approcciare ad un fumetto? Questo ha portato ad una crisi, visto che si tende sempre di più ad utilizzare il cellulare?

Il termine esatto è proprio crisi. Tutti i momenti di passaggio sono di crisi. Poi la storia ci insegna che da questa però si può uscire più forti oppure soccombere come i dinosauri. Noi cerchiamo di non essere dei dinosauri e di reagire. Questo è determinato da un passaggio nel quale prima si vedevano i bambini che imparavano a leggere grazie a Topolino. Ora invece il giornale arriva in un secondo momento ma credo che questo non debba cambiare, nè snaturarsi, nè combattere su un terreno tecnologico. Deve rimanere tale, continuare a raccontare storie. Il problema è catturare l’attenzione. Oggi questa dura molto poco, non solo nei bambini, anche negli adulti. Nessuno guarda un video di tre minuti su uno smartphone perché considerato troppo lungo. Ecco, noi dobbiamo combattere proprio questo.

Ci ha insegnato tanto con le tue storie Francesco e dobbiamo dirgli grazie per averci regalato innumerevoli emozioni. La promessa che possiamo fargli è che ci impegneremo al massimo per insegnare ai nostri figli la bellezza che sta nell’immaginazione durante e dopo la lettura. Cercheremo di trasmettere un pezzo della nostra infanzia anche a loro, sperando che l’importanza delle cose semplici non muoia MAI!